Nel primo semestre 2026 il Fondo di Garanzia per le PMI mantiene sostanzialmente invariata la propria operatività, con 128.218 operazioni accolte (-0,3% rispetto al primo semestre 2025) e 97.553 imprese beneficiarie, in leggero aumento rispetto alle 97.353 dello scorso anno. Un dato che evidenzia come, nonostante una lieve riduzione delle domande presentate (-1,3%), il Fondo continui ad ampliare la platea delle imprese supportate.
I finanziamenti ammessi scendono da 23,7 a 23 miliardi di euro (-2,7%), con un ticket medio che passa da 184 mila a circa 180 mila euro (-2,4%). La diminuzione dell'importo medio sembra indicare una crescente diffusione dello strumento verso realtà imprenditoriali con fabbisogni finanziari più contenuti.
Sempre più importante il ruolo delle sezioni speciali
L'aspetto forse più rilevante del semestre è la crescita del peso delle riserve e sezioni speciali, che hanno supportato il 26,2% dei volumi finanziati dal Fondo. Questi strumenti consentono alle imprese di beneficiare di condizioni generalmente più favorevoli rispetto alla sola garanzia MCC, grazie a coperture più elevate: la copertura media delle operazioni ordinarie si attesta infatti al 67,6%, mentre quella delle operazioni assistite da sezioni speciali raggiunge il 77,7%, con un beneficio medio aggiuntivo di oltre 10 punti percentuali.
Tra le sezioni speciali più utilizzate emergono:
- Sezione Speciale PN Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 (MIMIT): 10.586 operazioni per 2,39 miliardi di euro di finanziamenti.
- Sezione Speciale Veneto 2021-2027: 8.551 operazioni per 1,25 miliardi di euro.
- Sezione Speciale Sicilia PR FESR 2021-2027: 4.877 operazioni per 826 milioni di euro.
- Sezione Speciale Toscana PR FESR 2021-2027: 2.637 operazioni per 227 milioni di euro.
- Sezione Speciale Piemonte 2021-2027 (diretta e controgaranzia): quasi 2.800 operazioni complessive per oltre 650 milioni di euro.
Crescono microcredito, startup e portafogli di finanziamenti
Pur rappresentando ancora il 66% delle operazioni accolte, il modello di rating tradizionale continua gradualmente a perdere peso a favore di procedure alternative. Le operazioni basate sul rating scendono infatti dello 0,9%, mentre aumentano diverse forme di intervento dedicate a specifiche categorie di imprese.
Particolarmente significativa la crescita di:
- Portafogli di finanziamenti: 6.900 operazioni, +38,1% rispetto al 2025, per 1,76 miliardi di euro di finanziamenti (+9,8%).
- Microcredito: 3.047 operazioni (+19,6%), con finanziamenti che salgono da 95 a 132 milioni di euro (+39,1%). Il finanziamento medio cresce da 37 mila a oltre 43 mila euro.
- Startup, startup innovative e incubatori certificati: 6.277 operazioni (+1%), per oltre 1,13 miliardi di euro (+5,5%).
Anche considerando tutte le nuove imprese costituite da meno di tre anni, il Fondo ha sostenuto 19.747 startup, in crescita del 6,1%, mobilitando oltre 2,1 miliardi di euro di finanziamenti (+3,3%).
Si tratta di segnali che evidenziano una progressiva diversificazione degli strumenti utilizzati dal Fondo e una crescente capacità di rispondere alle esigenze di imprese in fase di avvio, attività di piccola dimensione e iniziative imprenditoriali innovative.
La distribuzione territoriale della garanzia
L'utilizzo del Fondo continua a concentrarsi nel Nord Italia, che assorbe il 47,7% delle operazioni accolte e il 48,1% dei volumi finanziati, seguito dal Mezzogiorno con il 31,3% delle operazioni e dal Centro con il 20,9%.
A livello regionale, le regioni che registrano il maggior utilizzo della garanzia nel primo semestre 2026 sono:
- Lombardia: 20.199 operazioni (15,8% del totale) e oltre 4 miliardi di euro finanziati.
- Veneto: 15.730 operazioni (12,3%) e 2,66 miliardi di euro.
- Campania: 11.870 operazioni (9,3%) e 2,5 miliardi di euro.
- Sicilia: 11.504 operazioni (9,0%) e 1,68 miliardi di euro.
- Toscana: 10.881 operazioni (8,5%) e 1,66 miliardi di euro.
Conclusioni
I dati del primo semestre 2026 confermano la centralità del Fondo di Garanzia nel sostegno all'accesso al credito delle PMI italiane. Pur in presenza di una lieve flessione delle domande e degli importi finanziati, emerge una sostanziale tenuta dello strumento, accompagnata da una maggiore diffusione tra le imprese beneficiarie e da un crescente ricorso alle misure dedicate e alle sezioni speciali. Un'evoluzione che testimonia la capacità del Fondo di adattarsi alle diverse esigenze del tessuto produttivo, continuando a rappresentare uno dei principali strumenti pubblici di supporto agli investimenti e alla competitività delle imprese.
Fonte: Relazione del Fondo di Garanzia PMI al 30 giugno 2026.